L’avvelenamento dei cani all’Ikea progettato nei minimi particolari

Non si è ancora spenta l’eco sul grave episodio di avvelenamento di cani che si è registrato giovedì sera nel parcheggio di Ikea mentre lo Store era ancora aperto e pieno di clienti. Per le gravi sofferenze patite dagli animali sotto gli occhi di decine di persone, anche bambini, la notizia ha sconvolto l’opinione pubblica ed è subito rimbalzata sul web suscitando forte indignazione. Due cani sono morti venerdì dopo disperate cure intensive; uno è stato dichiarato fuori pericolo ed il quarto, ribattezzato «Alive», è rimasto illeso ed è stato proprio ieri affidato in adozione. Si sospetta che agli animali siano stati somministrati bocconi infarciti di esteri fosforici. I veterinari dell’Asp hanno spedito all’Istituto zooprofilattico di Catania alcune vaschette per alimenti in alluminio trovate sul posto, per individuare eventuali tracce di veleno, nonché alcuni campioni istologici prelevati dai cani uccisi, sui quali verrà anche eseguita l’autopsia.
Il personale del commissariato di Ps di Nesima e i carabinieri della compagnia di Fontanarossa hanno chiesto e ottenuto dall’azienda Ikea i filmati realizzati giovedì sera nel parcheggio dal sistema di videosorveglianza interno, ma non si sa ancora se essi siano completi e se serviranno a far luce sui fatti, dal momento che non consentirebbero di seguire passo passo le mosse degli animali. Animali che, ribadiamo, non avevano mai né ringhiato né aggredito nessuno perché di carattere docile. I cani, oltretutto, erano stati microchippati e le due femmine sterilizzate dai veterinari Asp a spese del Comune ed erano accuditi, d’intesa coi due enti, dai volontari dell’associazione «L’altra Zampa». Ma gli animali non erano ben tollerati dai responsabili di Ikea Catania che si erano rivolti svariate volte al Comune per ottenerne l’allontanamento.
Da tre giorni gli animalisti, avendo ricevuto una «soffiata» sul pericolo che stavano correndo i quattro cani di Ikea, facevano delle ronde serali per proteggerli, ma sono arrivati tardi: gli assassini hanno premeditato tutto e hanno agito prima della chiusura del negozio, cioè prima ancora che arrivassero le ronde.
Ikea Italia, da parte sua, dicendosi contraria a ogni crudeltà verso gli animali, ha diffuso una nota, in cui asserisce tra le altre cose: «Giovedì sera, il responsabile di turno di Ikea Catania, non appena informato della presenza di alcuni cani agonizzanti nel parcheggio, ha immediatamente allertato la sicurezza perché fosse tempestivamente dato soccorso agli animali. Un addetto della sicurezza si è affiancato ai primi soccorritori per dare supporto, preoccupandosi di fornire loro acqua e sale come lavanda gastrica per i cani. Alle ore 20.20 circa Ikea ha immediatamente informato anche le forze di pubblica sicurezza che sono poi intervenute sul parcheggio, mentre venivano dati i primi soccorsi ai cani»
Diversa è la versione degli animalisti che ieri mattina hanno sporto una dettagliata denuncia dei fatti al commisariato di Nesima.

di Giovanna Quasimodo da “La Sicilia” 25/11/2012

Annunci

Catania: Corso Martiri, a un passo dal via

Lunga riunione ieri pomeriggio in un ufficio notarile di Catania per definire l’ultimo passaggio del piano di risanamento di Corso Martiri. Presenti alla riunione i dirigenti comunali di Urbanistica e Lavori pubblici e sull’altro fronte i rappresentanti delle società «Istica», «Cecos» «Risanamento San Berillo» che hanno aderito alla chiusura del contenzioso con il Comune, lungo 60 anni, firmato il 17 novembre dello scorso anno e portato a compimento dal sindaco Stancanelli e dal meticoloso lavoro del compianto ex vicesindaco, prof Luigi Arcidiacono. La firma della convenzione non è stata ancora conclusa, ma sembrerebbe soltanto per cavilli procedurali collegati, in particolare, alle parcelle da riconoscere. Nessuna divergenza sarebbe emersa tra le parti e, quindi, l’avvio dell’iter conclusivo del risanamento sarebbe questione di pochi giorni.
Una volta apposta la firma i proprietari delle aree potranno richiedere le autorizzazioni singole agli uffici urbanistici e procedere all’elaborazione dei progetti sotto la direzione dell’Archistar Mario Cucinella. Contemporaneamente le società private potranno procedere alla recinzione delle aree. Tra l’altro nei mesi scorsi, subito dopo la presentazione del progetto in Comune, le società avevano cominciato le prime indagini geologiche del sottosuolo utili per poi procedere alla realizzazione delle opere sotterranee del piano di Cucinella, come i parcheggi che in alcuni punti saranno direttamente collegati con la nuova linea della metropolitana piazza Giovanni XXIII-Corso Sicilia.
Altra tappa fondamentale nel piano di risanamento sarà il reperimento delle risorse necessarie attraverso le banche, nella speranza che nel frattempo ci sia la ripresa economica. Il piano prevede infatti una spesa complessiva che si aggira sui 200 milioni. Una volta definita la convenzione scatterà contemporaneamente il piano dell’assessorato Servizi sociali per lo sgombero «morbido» delle aree di corso Martiri oggi occupate da nuclei comunitari che vi hanno costruito catapecchie di lamiere, legno e cartone. L’assessore ai Servizi sociali Carlo Pennisi, qualche mese fa ha smentito qualsiasi azione di forza nei confronti di questi disperati, ma piuttosto l’ipotesi di procedere a una raccolta fondi per permettere a chi vuole tornare in patria di acquistare il biglietto di ritorno.
Il risanamento di corso Martiri, secondo i piani di Cucinella, dovrebbe permettere l’assunzione nel primo anno di 500 tra tecnici e operai. I lavori saranno completati in 4 anni circa. Il progetto complessivo ha una cubatura di 240 mila metri cubi.

di Giuseppe Bonaccorsi da “La Sicilia” 16/11/2012

Immagine

Se i randagi diventano volontari di Protezione civile

Ogni domenica sono lì, al km 3 della statale 47 (in territorio di Militello), con passione e dedizione. Sono i volontari che stanno addestrando 27 cani, ex randagi, prelevati per lo più dai rifugi di Scordia e Militello, e stanno costituendo un gruppo cinofilo da soccorso che sarà attivo nei centri del Calatino-Sud Simeto, con finalità di Protezione civile.
Tutto ciò lo si fa non solo per facilitare l’adozione degli animali, ma anche per dare un contributo alla collettività; come dire che questi nostri amici a quattro zampe, in larga parte abbandonati da ex padroni ingrati, non sono e non devono costituire un peso per la collettività, bensì un valore aggiunto.
Si tratta di un’idea innovativa che meriterebbe di essere ripresa anche altrove. Il progetto è nato dalle associazioni di volontariato «Zampa amica» (Militello e Ramacca), «Mi fido di te» (Scordia) e «La vita a sei zampe» (Palagonia). Il cane, dopo dopo un periodo di osservazione e allenamenti, riscoprirà alcune funzioni di utilità sociale, accrescendo la sua soglia educativa e il suo approccio nei rapporti con l’uomo. Una delle finalità perseguite, per esempio, è quella della ricerca di persone che si smarriscono nei boschi, ma anche quella della socializzazione, perché educare un cane a fare compagnia a un anziano o a un disabile, ad esempio, riveste un significato altamente sociale ed etico. Non ha dubbi su questo Giampaolo Pizzimento, vicepresidente di «Zampa amica» ed educatore cinofilo: «Le nostre attività – spiega – sono riconosciute dall’Ucis, la federazione che disciplina l’impegno delle unità cinofile italiane per il soccorso. E’ chiaro che non tutti i cani che educheremo saranno all’altezza di svolgere il servizio, ma quelli che non staccheranno il pass saranno eventualmente donati a privati». Il programma delle associazioni rientra, peraltro, in una più ampia finalità di prevenzione del randagismo, con il supporto del servizio veterinario dell’Asp 3. Secondo Pizzimento, la formazione di un gruppo cinofilo nel comprensorio potrebbe estendersi anche ad altre comunità. Contatti sono stati avviati con operatori di Caltagirone e Lentini, che hanno già riservato attenzioni ai temi del recupero e del reinserimento socio-familiare dei randagi.

di

Lucio Gambera
Giovanna Quasimodo
da “La Sicilia” del 14/11/2012

Catania: Blackout su tutta la città

CATANIA – Un blackout elettrico si e’ verificato questo pomeriggio a Catania, nella parte nord della citta’. Interi quartieri sono rimasti al buio. 
Tra i disagi, il blocco degli ascensori: i Vigili del Fuoco sono intervenuti almeno dodici volte per far uscire dalle cabine chi era rimasto intrappolato.
“Si e’ verificato un guasto sull’impianto dell’alta tensione sulla rete di Terna da 150 mila volt – spiega all’ITALPRESS il capo dell’Unita’ operativa Enel Rosario Testa -. 
Anche noi tecnici Enel abbiamo dovuto attendere che il guasto fosse riparato: ha coinvolto diversi impianti da 20 mila volt”.
La situazione e’ tornata alla normalita’ dopo una ventina di minuti. (ITALPRESS)

Immagine

Baratto ed autoproduzione a Catania.

Ogni giorno sempre più ci imbattiamo in amici e conoscenti che si dedicano all’autoproduzione per arrotondare o proprio per lavoro.

C’è chi fa sapone, chi fa marmellate, chi autoproduce attraverso il riciclo.

Ogni giorno o quasi ci si sveglia presto per andare a montare il piccolo banchetto e sempre più internet è un “posto” dove vendere e farsi pubblicità.

Sul gruppo “Il mercatino degli autoproduttori” si potrà pubblicare foto delle proprie autoproduzioni e venderle ed incontrare altri autoproduttori, il gruppo potete trovarlo qui https://www.facebook.com/groups/549096718438072/

E perchè non barattare oltre a vendere?

Su Facebook ci sono tantissimi gruppi dedicati al riciclo ed al baratto ma su Catania ancora non c’era forse perchè ancora troppo poco sviluppata l’idea, forse perchè ancora troppo presi dal consumismo.

Ma bisognerebbe capire che tutto si trasforma e che non tutto è spazzatura da buttare quindi magari quel vecchio tavolo che si stava pensando di buttare a qualcuno può servire e viceversa.

Quindi se avete qualcosa di cui volete disfarvi o anche dei servizi,tipo lezioni di lingua o di qualche strumento o qualunque altra cosa, che volete barattare fatevi avanti sul gruppo “Baratto Catania” che potete trovare qui https://www.facebook.com/groups/109323395897745/

Uno scambio è sempre meglio di una compravendita.

BATTIATO DIVENTA ASSESSORE ALLA CULTURA: “ASSESSORE MI OFFENDE, CHIAMATEMI FRANCO”

battiatoRosario Crocetta, neo governatore, ha voluto confermare le voci circa un possibile coinvolgimento di Franco Battiato.

Durante una conferenza stampa in corso a Catania, Crocetta ha dichiarato: “Franco Battiato saràassessore alla Cultura della nuova giunta regionale”.

Battiato ha richiesto a Crocetta di poter avere “la libertà di organizzare eventi che mettano in contatto la Sicilia con il resto del mondo e di rinunciare allo stipendio di componente della giunta regionale”.

E ancora: “Ho detto a Franco che dobbiamo spenderci di più e amarla di più questa terra. Dobbiamo costruire una nuova Sicilia ed essere orgogliosi della nostra identità. Questa Regione si riprenderà, ma per fare questo i siciliani devono trovare il coraggio, la forza e l’impegno come sta facendo in questo momento Franco Battiato il quale sta mettendo tutto l’amore che ha per la sua terra”.

Battiato ha voluto commentare la notizia: “Assessore mi offende, chiamatemi Franco, e sarò Franco. Scendo in campo volentieri seppur parzialmente, perchè non posso e non voglio cambiare mestiere. Non faccio politica e non voglio avere a che fare con i politici”.

fonte: http://www.you-ng.it/blog/3949-battiato-diventa-assessore-alla-cultura-non-voglio-avere-a-che-fare-con-i-politici.html

Se i Morti… lasciano tre smartphone e un «I-phone 5» taroccati

Ah, le «Fiere dei morti» di una volta, quelle in cui si andava per acquistare scarpe a buon prezzo, qualche capo di abbigliamento, giocattoli per i bambini e, perché no, i dolcissimi e coloratissimi (nell’incarto) «bomboloni». Era davvero tutta un’altra atmosfera.
Adesso, lì a San Giuseppe la Rena, anche le bancarelle sono cambiate. Sì, certa tipologia di merce resiste ancora (anche se la sensazione è che un tempo ci fosse maggiore qualità), però ha preso il sopravvento la tecnologia. Nel senso che adesso è possibile trovare anche degli Smartphone e pure l’ultimo modello di «I-phone». Il cinque!
Certo, anche in questo caso sulla qualità c’è tanto da dire. Perché, stando a quanto asserito dagli ispettori del Reparto antiabusivismo commerciale della polizia municipale, tali prodotti erano contraffatti e di probabile provenienza cinese.
Gli smartphone venivano venduti a circa 70 euro l’uno da due extracomunitari, che alla vista dei vigili hanno subito tentato la fuga. Riuscendovi! Purtroppo per loro, però, hanno dovuto abbandonare sul posto tre smartphone e l’«I-phone» della Apple taroccato.
I controlli e le indagini della Polizia Municipale stanno proseguendo, finalizzati a ritrovare altri pezzi come quelli sequestrati, ma sfuggiti al sequestro degli agenti. La merce sequestrata, invece, verrà inviata ai tecnici per i controlli necessari a accertarne con certezza la provenienza e gli eventuali danni che può arrecare alla salute degli utilizzatori.

da “La Sicilia” del 04/11/2012